Un presidio della Caritas contro le Rosarno d’Italia a tutela dei diritti dei lavoratori migranti e di assistenza alla ricerca di alloggio

Dalla fine del mese di aprile un camper girerà nelle campagne dell'Italia meridionale per dare assistenza e denunciare lo sfruttamento dei braccianti immigrati, pagati dal racket 25 euro lordi al giorno. Fanno 15 euro al netto della percentuale dei caporali per orari massacranti decisi dal sole, dall’alba al tramonto.

Il "progetto Presidio" è stato lanciato il 2 aprile, durante la seconda giornata del 37° convegno delle Caritas diocesane a Quartu Sant’Elena, in Sardegna, e coinvolgerà dieci diocesi per fronteggiare un’autentica emergenza, nonostante la legge anti caporalato del 2011. 

I camper contrassegnati dal marchio Caritas gireranno con volontari e operatori per i campi prima e dopo l’orario lavorativo, offrendo assistenza medica e servizi di orientamento legale. "Presidio" è stato pensato dalla Caritas nazionale e sostenuto dalla Cei per il prossimo biennio. L’obiettivo, oltre all’aiuto immediato ad un bacino di almeno 10 mila lavoratori in nero, è far prendere consapevolezza ai migranti  – spesso in regola con il permesso di soggiorno o titolari di una forma di protezione umanitaria – dello sfruttamento cui vengono sottoposti e dei loro diritti. 

Il giro dei braccianti in nero si sposta in estate dalla Calabria ai distretti pugliesi e lucani del pomodoro – l’oro rosso – in Capitanata e ad Acerenza, fino ai campi di angurie di Nardò, dove per primi i braccianti africani scioperarono quattro anni fa.

Le Caritas diocesane offriranno anche servizi di accoglienza. Come nella piana del Sele, nel Salernitano, dove i braccianti  maghrebini sono particolarmente “vulnerabili” poiché non hanno fissa dimora e spesso irregolari a causa della perdita del lavoro. Oltre al camper, a Paestum è in fase di ristrutturazione un immobile del sostentamento del clero a cura della Caritas di Teggiano Policastro con la diocesi di Vallo della Lucania destinato ad essere un centro di accoglienza.

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