Permesso Unico e tratta di esseri umani

Approvati definivamente i decreti legislativi di recepimento delle direttive europee  2011/98/UE,  2011/36/UE e 2010/64/UE

Nel Consiglio dei Ministri n. 4 del 28 febbraio 2014, sono stati approvati in via definitiva 16 decreti legislativi di recepimento di direttive europee. Tra i provvedimenti approvati di particolare interesse appaiono i decreti di recepimento delle seguenti direttive:
 
Procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico
 
La direttiva approvata dall’Unione Europea il 13 dicembre 2011 prevede l’introduzione in tutti gli Stati membri di una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro, nonché di un insieme di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro.
Accanto a quello della semplificazione procedurale, la direttiva persegue l’obiettivo di garantire un insieme comune di diritti ai lavoratori stranieri che soggiornano in uno Stato membro analoghi a quelli dei lavoratori nazionali in tutti gli ambiti connessi all’occupazione (condizioni di lavoro, istruzione e formazione professionale, sicurezza sociale, etc.).
La direttiva non disciplina le condizioni di ammissione dei lavoratori stranieri che sono rimesse ai singoli Stati, facendo salva anche la competenza degli Stati membri di regolamentare gli ingressi per lavoro in termini di volumi o quote, oltre che la facoltà dello Stato membro di far presentare la relativa richiesta dal cittadino straniero ovvero dal datore di lavoro.
Gli Stati membri hanno dunque l’obbligo, in base a tale direttiva, di istituire uno “sportello unico” e di rispettare determinate garanzie procedurali nell’esame delle domande, nonché di indicare nel permesso di soggiorno, rilasciato secondo il modello introdotto dal regolamento CE n.1030/2002, se il cittadino straniero è autorizzato a lavorare, anche laddove il permesso di soggiorno sia stato rilasciato ad altro titolo (ad esempio per motivi familiari).
Sotto il profilo procedurale, l’ordinamento italiano era già in linea con la semplificazione procedurale richiesta, e conseguente lo schema di legislativo approvato dal Governo prevede solo alcune leggere modifiche al quadro normativo già in vigore.
Nell’immediato, il recepimento della direttiva porterà ad una semplificazione procedimentale, mentre nel medio periodo, si legge nel comunicato stampa del Governo, garantirà un complesso di diritti dei lavoratori stranieri che soggiornano in uno Stato membro analoghi a quelli dei lavoratori nazionali in tutti gli ambiti che abbiano a che fare con l’occupazione, riducendo il rischio di concorrenza sleale.
Nel prossimi giorni, con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, sarà possibile illustrare più nel dettaglio le modifiche introdotte.
 
Per conoscere i pareri espressi dalle Commissioni Parlamentari consulta i lavori della Camera  e del Senato
 
Prevenzione e repressione della tratta di essere umani
 
La direttiva, adottata dall’Unione Europea il 5 aprile del 2011, che sostituisce la decisione quadro 2002/629GAI”, stabilisce norme minime a livello di Unione europea (Ue) relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in materia di tratta di esseri umani. Prevede, inoltre, misure che mirano a rafforzare la prevenzione del fenomeno e la protezione delle vittime.
Il decreto legislativo di recepimento appena approvate prevede:
 
• misure repressive, volte al rafforzamento della tutela penalistica dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù o in servitù e di tratta di persone;
 
• misure di protezione delle vittime. Si segnalano, la previsione contenente una disciplina di particolare tutela per le vittime minori di età, la previsione di un diritto all’indennizzo per le vittime, l’individuazione del Dipartimento per le Pari opportunità quale organismo di indirizzo e di coordinamento degli interventi in materia, l’adozione di un piano nazionale di azione contro la tratta ed il grave sfruttamento
Lo schema di decreto di recepimento approvato introduce alcune modifiche nell’ordinamento interno sia sotto il profilo di una migliore e più ampia definizione del reato di tratta sia sotto quello di una migliore programmazione delle risorse finanziarie destinate ai programmi di assistenza ed integrazione delle vittime.
Viene prevista, inoltre, l’adozione di un Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, finalizzato a definire strategie pluriennali di intervento per la prevenzione e il contrasto al fenomeno, nonché azioni finalizzate alla sensibilizzazione, alla prevenzione sociale, all’emersione e all’integrazione sociale delle vittime.
Importanti sono, inoltre, le disposizioni contenenti una disciplina di particolare tutela per le vittime minori di età e la previsione di un diritto all’indennizzo per le vittime.
Anche in tal caso, nel prossimi giorni, con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, sarà possibile illustrare più nel dettaglio le modifiche introdotte.
 
Per conoscere i pareri espressi dalle Commissioni Parlamentari consulta i lavori della Camera e del Senato
 
Diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali
 
La direttiva europea 2010/64 sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali è un ulteriore passo avanti nel rafforzamento delle garanzie processuali di indagati ed imputati, necessario per facilitare il riconoscimento reciproco delle sentenze e delle decisioni giudiziarie. Scopo del provvedimento è rendere effettivo, per gli indagati e gli imputati che non parlano la lingua italiana, il diritto ad esercitare appieno nel processo penale i diritti di difesa, garantendo loro l'assistenza gratuita dell'interprete e del traduttore fin dall'inizio delle indagini preliminari.
AllegatoDimensione
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