Cucina etnica in cambio di lezioni di lingua: la banca del tempo multiculturale

L'iniziativa a Roma nel terzo municipio raccoglie quasi 500 "correntisti". Quasi altrettanti lo sportello di Ostia

«Offrire tempo in cambio di altro tempo e sapere in cambio di altro sapere è il motto di tutte le banche del tempo; offrire solidarietà in cambio di altra solidarietà e cultura in cambio di altra cultura è il motto della nostra Banca del tempo multiculturale». Così l’associazione SOS Razzismo Roma e Lazio descrive l’iniziativa attivata a Roma nel terzo Municipio: un posto dove fare circolare saperi alla pari, fra autoctoni e nuovi residenti. 
La Banca del Tempo Multiculturale, avviata insieme all’Unione Italiana Solidarietà e inizialmente patrocinata direttamente dal Comune di Roma, oggi fa parte costituente del Coordinamento Banche del Tempo, che riunisce 25 sportelli nell’area romana.
«La banca del tempo multiculturale è nata dall’esigenza di interagire positivamente con le culture diverse dalle nostre ma che risiedono nel nostro paese, nella nostra città», si legge nella presentazione.
Il terzo Municipio è infatti un’area in cui i migranti transitano, in particolare nei pressi della Stazione Termini, ma in cui anche vivono e lavorano, accanto ai moltissimi studenti fuori sede italiani e stranieri dell’Università “La Sapienza”.  I residenti stranieri sono poco più di cinquemila (5091 per l’esattezza di cui 2000 uomini e 3000 donne circa): sono cittadini dell’Est Europeo per il 32%, da asiatici, soprattutto filippini ( 27%), latino americani  (15%), africani (14%). Circa 4000 di loro risiedono nel quartiere Nomentano, proprio dove è ubicata la banca.
Si scambiano cibi etnici (cus cus arabo, yuakamole guatemalteco, zighinì eritreo), lingue straniere (dal russo all’inglese, dal russo al cinese); balli esotici (danza del ventre, balli africani, danze latinoamericane) e tante altri saperi e capacità. Gli operatori sono tutti di diversa nazionalità ed accolgono i correntisti, svolgendo anche un’azione di mediazione culturale fra gli autoctoni e gli stranieri. Gli iscritti sono oltre 480. Poco meno i correntisti di della banca del tempo di Ostia, promossa anch’essa da SOS Razzismo e gestita dalla UIS.
Poi c’è il lavoro informativo degli sportelli, dove gli utenti – spiega la responsabile Angela Scalzo alla redazione di PiùCulture – sono «incanalati in circuiti che ne ottimizzino la presenza in Italia, con servizi su permessi di soggiorni, ricongiungimenti, tutela legale, amministrativa, sanitaria, scolastica, sindacale grazie al protocollo di intesa con ItalUil. Fungiamo anche da antenna per l’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, raccogliamo cioè le segnalazioni di episodi di discriminazione a sfondo razziale», girate all’Ufficio stesso una volta messe a verbale.
 
Banca del tempo multiculturale:
Via Goito 35 (presso gli uffici URP – uffici relazioni con il pubblico)
giovedì 14,30/17,30
telefono e fax 06 44237034
320 8119886
bdtcatania@virgilio.it
 

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